47 – Obietta e da’ dolore

di Carlo Cornaglia

E’ arrivato il cachet del giorno appresso / la pillola perversa ed omicida
che annulla i risultati dell’amplesso. / Ai farmacisti Madre Chiesa grida:
“Non vendete la RU quattro otto sei, / sia detto no a chi vuol abortire!
La donna soffrirà? Peggio per lei! / se la dottrina vuole trasgredire!”

Nel nome del Signore – obietta e da’ dolore,
nel nome del Signore obietta e da’ dolor.
Nel nome del Signore – obietta e da’ dolore,
nel nome del Signore obietta e da’ dolor.

“Dottore, per la febbre una supposta…” / “La supposta, mi spiace, non si può
dal farmacista arriva la risposta / pur se ha la febbre, non gliela darò!
Si tratta di una cura per via anale / e quello che riguarda un orificio
offende gravemente la morale: / ritorni col permesso pontificio!”

Ritornello

Entra un padano verde un po’ in calore: / “Vorrei un preservativo, lei mi aspetta…
Da molti giorni non facciam l’amore…” / Il farmacista dà la sua ricetta:
“Per sfogare la sua concupiscenza / è’ mille volte meglio di un Hatù
dal peccato carnal fare astinenza… / Poi senza guanto scoperà lassù!”

Ritornello

“Son stitico…” “Il Signor l’aiuterà /  senza l’umiliazione d’un purgante.
Pregando, prima o poi lei la farà / come la fanno in cielo santi e sante.”
Dal farmacista entra il Cavaliere / con una prostituta che lo arrapa:
“Tre Viagra con tre condom, per piacere / ho la ricetta, me l’ha data il Papa…”

Ritornello

 

 

 

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